Due piccozze da ghiaccio

Benvenuto sul nostro articolo dedicato alla piccozza. Chi pratica alpinismo, tanto a livello amatoriale che professionistico, deve poter contare sull’equipaggiamento adeguato per affrontare al meglio pendii scoscesi e percorsi impervi. Soprattutto nei mesi invernali, quando la neve e il gelo la fanno da padrone, essere ben attrezzati è fondamentale per evitare di correre rischi inutili: la montagna va sempre rispettata e le precauzioni da adottare sui versanti non sono mai troppe, anche per i professionisti.

Tra gli strumenti più preziosi per gli amanti dell’alpinismo non può mancare la piccozza, utilissima durante le scalate ad alta pendenza e altrettanto importante in caso di valanghe o slavine; assieme ai ramponi costituisce uno dei punti di appoggio al terreno per gli scalatori, e proprio per questo bisogna saper scegliere quella della misura giusta ed utilizzarla nel modo corretto.

Le cose più importanti in breve

  • La piccozza è uno strumento imprescindibile per chi pratica alpinismo, soprattutto per coloro che sono soliti affrontare pareti molto pronunciate, ricoperte di ghiaccio o neve.
  • Resistenza e leggerezza sono due caratteristiche irrinunciabili delle piccozze, da ricercare in ogni modello indipendentemente dalle modalità d’utilizzo.
  • Il materiale di fabbricazione influisce sulla sicurezza del prodotto e sulle garanzie che esso è in grado di offrire; nella sezione dedicata ai criteri di acquisto approfondiremo tutte le questioni principali in merito.

Le migliori piccozze sul mercato: la nostra selezione

Orientarsi tra i vari modelli di piccozze non è compito facile, soprattutto per coloro che si stanno affacciando da poco al mondo dell’alpinismo. Nelle prossime righe abbiamo deciso di riportare una breve descrizione dei modelli più apprezzati sul mercato, selezionati in base ai numeri di vendita e alle recensioni positive che hanno ricevuto dagli acquirenti.

La piccozza preferita delle recensioni

Climbing Technology propone una piccozza da alta montagna che ha un peso di 590, 610 o 632 grammi, a seconda delle 3 misure disponibili (50, 60 e 70 centimetri). Include una dragonne classica Drag Tour, il manico è in lega leggera anodizzata (alluminio), la testa è in acciaio temprato, ha una certificazione EN 13089:2011 type 2 ed è conforme UIAA.

È una delle piccozze più vendute e meglio recensite al momento su Amazon. È di buona fattura, robusta e viene descritta come maneggevole e leggera, anche se avrebbe fatto comodo un manico antiscivolo.

La migliore piccozza per i principianti

Lo Steelyis Hornet Protect di Stubai viene consigliata direttamente dal produttore per i principianti, viste le sue dimensioni (46 centimetri di lunghezza e 690 grammi di peso). Ha un manico leggermente curvato in acciaio e una cinghia da polso facilmente rimovibile. Piace molto alle recensioni, per l’ottimo rapporto qualità prezzo che rendono questa piccozza l’ideale per arrampicate e scalate anche su pareti ghiacciate.

La migliore piccozza per un uso generico

La piccozza Alpin Tour Plus di proposta da Climbing Technology, disponibile da 50 e 60 centimetri, è un ‘classico’ attrezzo per qualsiasi attività base legata all’alpinismo con certificazione di tipo 1. La testa è in acciaio temprato, il manico è leggermente curvo ed è in lega leggera con finitura anodizzata, mentre la base è punta per una migliore penetrazione nella neve. L’impugnatura è ergonomica e una una grip antiscivolo. Dragonne classica Drag Tour inclusa. Le recensioni la ritengono una piccozza ideale per l’alpinismo classico.

La migliore piccozza per il ghiaccio

Petzl è una piccozza specifica per neve dura e ghiaccio ed è disponibile in più lunghezze (60, 68 e 75 centimetri) per diversi pesi (350, 370 e 390 grammi). La testa è in acciaio inossidabile, il manico in alluminio con finitura anodizzata antiruggine e l’impugnatura ha una grip antiscivolo. Certificazione CE, UIAA di tipi 1. La dragonne classica è inclusa. Le recensioni non sono moltissime, ma tutte a cinque stelle e testimonianti l’alta qualità del prodotto.

Guida all’acquisto: Tutto quello che c’è da sapere sulle piccozze

È arrivato il momento di entrare ulteriormente nel dettaglio e approfondire tutti gli aspetti principali che riguardano le piccozze da montagna. Bisogna sapere come sceglierle e come utilizzarle in base al tipo di disciplina, senza tralasciare l’importanza della manutenzione per assicurare loro una lunga vita.

Due piccozze che rompono il ghiaccio

La piccozza costituisce uno degli equipaggiamenti degli alpinisti. Si tratta di un arnese imprescindibile, soprattutto in caso di neve o ghiaccio sul percorso da scalare. (Fonte: Roman Mikhailiuk: 63337401/ 123rf.com)

Che cos’è una piccozza?

La piccozza è un arnese da montagna la cui forma ricorda vagamente quella di un grosso martello. Viene utilizzata da scalatori, alpinisti ed escursionisti per avventurarsi tra i sentieri, ed è grazie a lei se possono contare su un appoggio stabile anche mentre affrontano le pareti più ripide e scoscese. Deve essere sempre a portata di mano, e molti scelgono di collocarla sulla cintura per afferrarla velocemente in caso di bisogno.

foco

Sapevi che oltre al suo utilizzo classico la piccozza è passata alla storia anche come arma mortale? Sono molti i suoi impieghi bellici nel corso della storia, ma l’apice della fama venne raggiunto quando il comunista spagnolo Ramon Mercader se ne servì per assassinare l’agente segreto sovietico Leon Trotski, rivoluzionario russo oppositore di Stalin.

Come si classificano le diverse tipologie di piccozze?

Le piccozze sono classificabili in piccozze classiche e piccozze tecniche, ma se si scende nel dettaglio vi sono alcune caratteristiche specifiche che contraddistinguono i diversi modelli rendendoli particolarmente adatti per una disciplina o per un’altra. Analizziamo le differenze principali:

Tipologie Utilità Caratteristiche
Classiche da escursionismo. Attività a bassa difficoltà tecnica. Becca allungata. Poca curvatura e manico largo.
Classiche da sci. Per l”attraversamento di passi di montagna ghiacciati o innevati. Devono risultare piccole e leggere, per facilitarne il trasporto. Buona resistenza.
Classiche da alpinismo. Per pendenze importanti, rocciose o ghiacciate. Becca molto resistente e manico ricurvo. 
Alpinismo tecnico. Ideali per pareti dalla superficie estremamente dura. Solitamente se ne utilizzano due per volta. Grandezza ridotta e manico molto ricurvo. Si piantano al suolo come un pugnale.
Ergonomiche (scalata tecnica). Per attività dal grado di difficoltà estremo. Leggere e con impugnatura ricurva e gommata per assicurare una presa salda.

Quali sono le componenti della piccozza?

  • La piccozza: Tutte le varie componenti della piccozza svolgono una funzione fondamentale durante la scalata, a prescindere dal tipo di terreno, proprio per questo è importante conoscerle in profondità: non basta sapere solo a grandi linee come deve essere impiegato l’attrezzo.
  • Testa: È fatta in metallo e serve per conferire un buon ancoraggio al suolo: costituisce l’estremo della piccozza che arriva a contatto con il terreno. È bucata al centro per permettere il passaggio della dragonne, che consente di legarla alla polso.
  • Becca: La becca, situata su uno dei due estremi, ha forma ricurva ed è provvista di dentini che garantiscono una presa salda a terra. Si tratta di una delle parti che formano la testa della piccozza.
  • Paletta: La paletta è la seconda parte, oltre alla becca, della testa della piccozza. Non ha funzione di ancoraggio, ma serve per tagliare e abbattere il ghiaccio e la neve, un po’ come un martello.
  • Manico: Fabbricato in metalli leggeri come il titanio, l’alluminio, la fibra di vetro… Deve garantire un’impugnatura salda che prevenga gli scivolamenti.
  • Puntale: Lo troviamo all’estremità opposta alla testa. Se piantato a terra garantisce buona stabilità ed equilibrio, ma rischia di usurarsi in fretta: è infatti la componente che deve essere monitorata con maggiore frequenza, proprio a causa della sua delicatezza.
  • Dragonne: Con il termine dragonne ci si riferisce ad un cinturino regolabile che serve per il fissaggio della piccozza al polso. Non è una componente essenziale, e non tutti i modelli ne sono provvisti.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle varie tipologie di piccozza in base all’omologazione?

Come abbiamo specificato all’inizio della guida le piccozze si distinguono in due tipologie di modelli, classici e tecnici. Questi ultimi dovrebbero essere contrassegnati dalla lettera T stampata sul manico per un discorso di resistenza: si misura in Kilonewton (kN) e serve per testare la tenuta del manico e della becca, assolutamente fondamentale e necessaria durante la scalata.

Vantaggi Svantaggi
Piccozza classica. Si pianta al suolo in totale sicurezza, evitando il rischio di torsioni. Hanno minori esigenze in termini di resistenza.
La becca più sottile penetra con maggiore facilità. Il manico, senza curvature, si presta poco per le scalate su pareti ghiacciate.
Sono più economiche. Sopportano fino a un massimo di 280 kg di trazione.
Piccozza tecnica (T). Il manico è più resistente e la becca è in grado di ancorarsi meglio al terreno grazie ad una maggiore flessibilità. Peggiore penetrazione del ghiaccio avendo lame più spesse.
Perfetta per superfici rocciose, pareti di ghiaccio verticali, cascate di ghiaccio e dry tooling. Sono più pesanti.
Sono più resistenti dei modelli classici e raggiungono i 400 kg di trazione. Sono più performanti, e quindi più care.

Come si utilizza una piccozza?

La piccozza è uno strumento all’apparenza semplice, ma che richiede una discreta esperienza per essere utilizzato al meglio. Sono molti i tutorial in rete che spiegano come farne un uso corretto, e sono parecchi gli esperti e gli istruttori a cui rivolgersi per ricevere buoni consigli. Se non sapete da dove iniziare, ecco qualche premessa da tenere a mente:

  • Fare pratica è il modo migliore per acquisire esperienza. Consigliamo di cominciare sempre dalle scalate per principianti, per poi aumentare gradualmente di livello.
  • Mai lanciarsi in percorsi troppo ambiziosi se non si è ancora in grado di dominare al meglio le tecniche di salita e discesa.
  • Meglio utilizzare piccozze polivalenti se si pratica alpinismo saltuariamente: non raggiungono la massima tecnicità e consentono di avere un ampio raggio di azione.
Uomo che pratica alpinismo

Le piccozze si utilizzano in situazioni estreme, ecco perché si usurano così rapidamente. (Fonte: Ann Dudko: 17405599/ 123rf.com)

Quanto è lunga la vita utile di una piccozza?

Le piccozze sono costantemente esposte a forti sollecitazioni, per questo è vivamente consigliato sostituirle di frequente. Rispetto al passato, quando erano per lo più artigianali e prodotte direttamente da coloro che le utilizzavano, oggi vengono impiegati materiali di gran qualità in grado di apportare una resistenza ed una capacità di ancoraggio senza precedenti. La loro vita utile si è allungata, anche se è necessario effettuare controlli periodici per comprovare la robustezza delle componenti principali.

Per prevenire danneggiamenti bisogna evitare di fare troppa leva sul manico e sulla becca, e sapere che anche le torsioni laterali per rimuovere la piccozza dalla superficie possono arrecare danni permanenti alle giunture. Una volta utilizzata la piccozza può essere ripulita con semplice acqua e lasciata ad asciugare in un luogo asciutto.

Quali sono le migliori marche di piccozze?

Consigliamo sempre di rivolgersi a marche specializzate e affermate, soprattutto in questo caso dove la resistenza dei materiali e il processo di produzione sono fondamentali per garantire la sicurezza degli alpinisti. Sarebbe un azzardo troppo grande lasciarsi convincere da un prezzo basso, rinunciando alle garanzie che i migliori brand sono in grado di offrire. Tra questi ricordiamo Petzl, Black Diamond e Climbing Technologies, ma basta una piccola ricerca su internet per individuare altre marche di ottimo livello.

Criteri di acquisto

Se stai pensando di acquistare una piccozza da montagna dovrai prestare attenzione ad alcuni aspetti chiave per essere certo di aggiudicarti il miglior rapporto qualità prezzo. Valuta innanzitutto la resistenza delle giunture e del materiale di fabbricazione, oltre a scegliere lo strumento che meglio si adatta alla disciplina alpina che sei solito praticare. In queste righe trovi alcuni consigli utili per non lasciare proprio nulla al caso.

Materiali

I materiali di fabbricazione devono essere di ottima qualità. Lo ripetiamo ancora una volta vista l’importanza di questo aspetto, da cui dipende la sicurezza dell’alpinista durante il percorso di scalata. Soprattutto l’estremità della testa ha bisogno di essere rinforzata, perché deve sopportare la massima forza di trazione e resistere alle sollecitazioni senza sradicarsi da terra. Analizziamo nello specifico i materiali usati durante il processo di produzione:

  • Acciaio: È il più utilizzato per realizzare la becca, essendo assai resistente e duraturo. L’acciaio evita la corrosione, ma è più pesante di altri materiali.
  • Titanio: Anch’esso utilizzato per la becca o per parti della testa. È più leggero rispetto all’acciaio, ma altrettanto resistente e antiossidante. Costa leggermente di più.
  • Alluminio: Perfetto per fabbricare manici leggeri e flessibili. Viene anche impiegato per la becca, ma molto raramente e con garanzie minori rispetto all’acciaio e al titanio.
  • Fibra di carbonio: Ottima per realizzare i manici, ma assai costosa e per questo poco utilizzata.
Materiale vario per alpinismo

Prima di acquistare una piccozza occorre valutare con attenzione la resistenza delle sue componenti, senza tralasciare la forma e la misura della becca. (Fonte: Ann Dudko: 59477944/ 123rf.com)

Forma della becca

In base alla forma della becca possiamo classificare le piccozze in tre tipologie. Questa può essere incurvata verso il basso, risultando perfetta per ancorarsi saldamente al terreno, anche se può essere poi complicato rimuoverla dal suolo. Esistono piccozze con becca perpendicolare al manico, sconsigliata per i neofiti perché ha minore potere di appoggio, e piccozze con becca ricurva “ad esse”, ideali per le superfici ghiacciate in quanto permettono di sganciare con rapidità la punta.

Misure

Fare riferimento alle misure della piccozza è importante per orientare un eventuale acquisto verso il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Solitamente oscillano tra i 40 e i 90 cm: più l’attrezzo è allungato, maggiore sarà il raggio di azione che è in grado di coprire, ma non necessariamente aumenterà anche la stabilità.

Ecco perché chi scala le pareti ghiacciate preferisce utilizzare due piccozze in contemporanea, ricercando maggiori garanzie. Optare per una piccozza troppo ingombrante o troppo piccola può essere compromettente al punto di impedire la scalata di una parete, meglio quindi informarsi a dovere sul prodotto e sul suo impiego specifico, che spesso viene descritto dal manuale d’utilizzo presente nella confezione.

Tipologia modulare

Alcune piccozze, tra i modelli più recenti, prevedono che alcune (o tutte) le componenti siano modulari. Significa che possono essere rimosse e sostituite con componenti simili, in base alla disciplina che si vuole praticare. Insomma, potrai applicare una becca più spessa se devi affrontare le pareti ghiacciate, o sostituire il manico se ricerchi una presa più salda. Si tratta di piccozze all’avanguardia, ottime per i professionisti, ma sconsigliate per i poco esperti.

Peso

Il peso di una piccozza varia soprattutto in base ai materiali impiegati per fabbricarla. Si tratta di un elemento che influisce non poco sulla scalata: disporre di una piccozza ingombrante che grava sullo scalatore può essere molto controproducente, addirittura inutile se non si ha la forza per maneggiarla efficacemente. Il consiglio è quello di provare a tenere in mano modelli diversi, valutando per ciascuno il proprio grado di resistenza.

Conclusioni

Eccoci giunti alla conclusione di questa guida. Abbiamo parlato e descritto un attrezzo poco conosciuto, ma assolutamente indispensabile per chi pratica regolarmente alpinismo o escursionismo: la piccozza da montagna. Serve per garantire una base d’appoggio stabile durante la scalata delle pareti rocciose o ghiacciate, aiutando chi le utilizza ad issarsi per il pendio.

I modelli che si possono trovare in circolazione sono parecchi, ma non tutti sono efficaci in egual misura. Occorre assicurarsi che il materiale di fabbricazione e le giunture garantiscano la massima resistenza durante l’utilizzo, oltre a verificare che la becca sia quella adeguata in base al tipo di disciplina. Diffida sempre dai prodotti estremamente economici, soprattutto in questo caso dove c’è in gioco la tua sicurezza!

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(Fonte dell’immagine in evidenza: Arinahabich: 12024010/ 123rf.com)

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Gabriele Gerbotto Redattore e traduttore
Impiegato amministrativo e freelancer, ma soprattutto grande appassionato di contenuti legati alle attività sportive e al tempo libero. Ho anche una curiosità innata ad approfondire e trattare tematiche di ogni tipo, quindi faccio volentieri ricerche per scrivere su qualsiasi argomento.
Specializzato in traduzione e filologia, mi dedico all'editing di testi e al giornalismo e sono stato legato al settore delle comunicazioni per dieci anni. Sia in campo editoriale che accademico, mi piace avere cura di ciò che scrivo e mi impegno a una trasmissione di informazioni accurate, rigorose e vicine al lettore.